Ottobre

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Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.

 

Cristina Campo, da Passo d’addio, La Tigre Assenza, Adelphi, 1991.

 

 

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Ottobre inizia tutto nello sguardo sulle cose, a metà tra quel che resta e si disperde. Così si attacca diversa la luce alle case, un indugiare naturale. C’è un peso che tocca ad ogni stagione, l’estate il suo lo lascia come un’assenza in tutte le strade, e nel tempo obliquo che la segue, quello che precede un’altra attesa, nuova e nota. Che questa luce obliqua e lenta insegni l’arte dell’andare, così come la disegna sulla meridiana: un incedere inarrestabile, ma a cui piace attardarsi come una carezza.
Allora così ottobre venga e sia.

 

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Photography from the project The Party’s Over, by Lisa Kereszi.

Article by Sofia Fiorini.