Magic tales – Alice in Wonderland

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Lewis Carroll’s Alice in Wonderland

Time is the magical element par excellence in Alice in Wonderland, subjective and uncontrollable, it is also the link between fantasy and reality. A mantra that is repeated throughout the story.

“How long is it forever? Sometimes only a second.”

Time as a symbol is the background to a powerful and perfectly inconclusive fantastic and dramatic system of factors, images, cases that inhabit our unconscious memory and which can be interpreted from a psychoanalytic point of view.

The symbol seems to be the key of interpretation of the book, and the way it is reworked by the author’s imagination. From The White Rabbit to the Mad Hatter, from The Queen of Hearts to the Cheshire Cat. Alice in Wonderland is an invitation to look beyond the apparent and the usual, to start a voyage where to lose and find yourself through a magical experience.

Magic runs through the plot and impregnates it, it is the land where the novel grows. All the bases of reason and reality are challenged by the strangeness of this magical journey, at times frightening and alienating at other times comic, it creates the evidence of a parallel reality to which everyone can access with their own imagination, up to the point where it becomes a real-world reality.

Films, poetry, songs, comics…mass culture has turned out to be a sponge ready to absorb Alice’s lesson, that more than a discovery of knowledge appears to be a dense network of mysterious meanings whose charm depends on its allusiveness difficult to understand fully.

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Il tempo è l’elemento magico per eccellenza in Alice nel Paese delle Meraviglie, soggettivo e incotrollabile, è anche il fattore di raccordo tra il mondo della fantasia e quello della realtà. Un mantra che si ripete per tutto il racconto.

“Per quanto tempo è per sempre? A volte solo un secondo.”

Il tempo come simbolo fa da sfondo ad un potente e perfettamente sconclusionato sistema fantastico e drammatico fattori, immagini, casi che abitano la nostra memoria inconscia e possono essere interpretati dal punto di vista psicanalitico.

Il simbolo sembra essere la chiave vincente del libro, e il modo in cui questo è rielaborato dalla fantasia dell’autore. Dal bianconiglio al cappellaio matto, dalla regina di cuori allo Stregatto. Alice nel Paese delle Meraviglie è un invito a guardare oltre l’apparente e il consueto per perdersi e ritrovarsi attraverso un’esperienza magica.

La magia percorre la storia e la impregna, ne è il terreno di crescita. Tutte le basi della ragione e della realtà vengono messe in discussione dalla stranezza di questo viaggio magico, a tratti pauroso e straniante altre volte comico, fino a creare l’evidenza di una realtà parallela cui ognuno può accedere con la propria immaginazione, fino a farla diventare un mondo a tutti gli effetti reale.

Film, poemetti, canzoni, fumetti…la cultura di massa si è dimostrata una spugna pronta ad assorbire la lezione di Alice, che più che una scoperta di conoscenza appare come una fitta rete di misteriosi significati, il cui fascino dipende proprio dall’allusività difficile da sondare fino in fondo.

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