Magic in Reading | We Have Always Lived in The Castle

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We Have Always Lived in The Castle

by Shirley Jackson

Since Charles had taken my occupation for Tuesday morning I had nothing to do. I wondered about going down to the creek, but I had no reason to suppose that the creek would even be there, since I never visited it on Tuesday mornings; […]”.

We Have Always Lived in The Castle is the latest novel written by Shirley Jackson in 1962. Author of crucial importance of the caliber of Stephen King, among the mothers of the American horror genre.

Mary Catherine Blackwood, known as Merricat, lives in the family estate with her sister Constance and her uncle Julian. The three characters are not well accepted by the villagers for the tragedy that happened in their house six years earlier. The girl’s parents and Julian’s wife have died from arsenic poisoning, and the guilty are still unknown. The lives of the three will be overwhelmed by the arrival of a cousin, Charles, who will create chaos in the family’s everyday life.

This novel does not drive the reader to look for the assassin but it encourages to investigate the minds of the characters and their behaviors. It emerges that evil is not just of bad people, but is hidden behind life itself.

There is no need to expect a horror novel, as Stephen King said. “Shirley Jackson never needed to raise her voice.”

Edited By Serena Raffaelli

Abbiamo sempre vissuto nel castello

di Shirley Jackson

“Visto che Charles mi aveva privata della mia occupazione del martedì mattina non avevo niente da fare. Riflettei se andare al ruscello, ma non ero affatto sicura di trovarlo al suo posto, dal momento che il martedì mattina non ci andavo mai […]”.

Abbiamo sempre vissuto nel castello, scritto nel 1962, è l’ultimo romanzo di Shirley Jackson, autrice di fondamentale importanza per autori del calibro di Stephen King e tra le madri del genere horror americano.

Mary Catherine Blackwood, conosciuta da tutti come Merricat, abita nella tenuta di famiglia con la sorella Constance e lo zio Julian. I tre non sono ben voluti dagli abitanti del villaggio per la tragedia che ha avvolto la loro casa sei anni prima. I genitori delle ragazze e la moglie di Julian infatti sono morti per avvelenamento da arsenico di cui ignoto è il responsabile. Le vite dei tre saranno stravolte dall’arrivo di un cugino, Charles, che genererà il caos nella quotidianità della famiglia.

Questo romanzo non spinge il lettore a cercare l’assassino bensì a indagare nelle menti dei personaggi e nei loro comportamenti. Emerge che il male non è solo dei cattivi, ma è nascosto dietro la vita stessa.

Non c’è da aspettarsi un romanzo horror sanguinolento, come disse Stephen King “Shirley Jackson non ha mai avuto bisogno di alzare la voce”.

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